Incorrect login or password Ferentino, paese del riposo

Ferentino, paese del riposo

ferentinoLe origini di Ferentino sono antichissime ed avvolte nel mito; la leggenda ne ascrive la fondazione al dio Saturno che, scacciato dall’Olimpo, si insedio’ in questo territorio ubertoso ove fondò città e diffuse le arti e le tecniche.

L’etimologia stessa del nome Ferentinum (participio presente del verbo latino ferre: produrre) fornisce una idea precisa riguardo la fertilità del luogo e l’ingegnosità delle gente che lo abitava. Ferentino è posizionata sulla sommità di un colle che domina l’ampia vallata del fiume Sacco (l'antico Trerus), crocevia di importanti vie di comunicazione sia nella direttrice Nord-Sud (dal Lazio alla Campania) che Est-Ovest (dal Tirreno all’Adriatico). Per questo motivo di qui sono passati i grandi eserciti della storia e qui hanno soggiornato molti papi e imperatori.

Fra il VI e il IV secolo a.C. Ernici, Volsci e Romani combatterono aspre battaglie per il suo possesso.

Roma trovò in Ferentino dapprima una fiera avversaria e in seguito una fedele alleata, dandole anche illustri personaggi, primo fra tutti Aulo Irzio, luogotenente di Giulio Cesare, conquistatore e governatore della Gallia, console romano e scrittore e poi diverse figure di imperatrici.

Proprio al suddetto periodo è da ascriversi l’edificazione delle mura di cinta megalitiche, caratterizzate da massi di notevoli dimensioni e da una raffinata tecnica di costruzione. Esse comprendono 2500 metri di cerchia muraria esterna, in buona parte ancora conservati, l'Acropoli con il poderoso bastione dell’avancorpo e i possenti ieroni a difesa delle 12 porte di ingresso.

Altri punti di interesse della cittadina sono: il Mercato Coperto e il Teatro Romano, il Testamento di Aulo Quintilio Prisco, inciso nella viva roccia, i resti dell’acquedotto e del basolato stradale (per Ferentino transitava l’importante via Latina), le tracce delle antiche terme, le numerose epigrafi.

Nel periodo medievale Ferentino, subito evangelizzata (secondo la tradizione, ad opera di S. Pietro) divenne ben presto sede di diocesi e si arricchì di luoghi di culto che sono anche straordinarie testimonianze d’arte: la Cattedrale dedicata ai Santi Martiri Giovanni e Paolo, edificata sui resti di un antico tempio pagano e di una precedente chiesa cristiana, risale al 1108, e dello stesso periodo è anche l'abbazia gotico cistercense di Santa Maria Maggiore; entrambe sono classificate come monumento nazionale.

Degni di nota sono anche il Monastero di S.Antonio Abate fondato da Celestino V, del quale ne ospitò per diversi anni le spoglie prima che fossero traslate nella vicina chiesa di S. Agata, dalla quale poi gli abitanti di L’Aquila le trafugarono per trasportarle nell’abbazia di Collemaggio. A Ferentino resta ancora il cuore di Celestino, custodito presso il monastero delle suore Clarisse. E in onore del Santo, compatrono della città, si celebra ogni anno il tradizionale palio, o giostra dell’anello.

Altre tradizioni che si conservano vive nei secoli sono la processione in onore del Patrono S. Ambrogio (centurione romano martirizzato nel 304 dopo essersi convertito alla fede cristiana) e l'infiorata per il Corpus Domini che si snodano entrambe lungo tutte le vie della città antica. Per oltre 300 anni, dal 1198 al 1557, Ferentino è stato il capoluogo delle provincie di Campagna e Marittima (ovvero di tutto il Lazio meridionale) grazie al papa Innocenzo III che ne fece la sua sede privilegiata .

E un altro ospite illustre che sin da bambino più volte soggiornò a Ferentino fu Federico II di Svevia, che, ironia della sorte, subì la propria definitiva sconfitta proprio ad opera di condottiero ferentinate, Gregorio da Montelongo, legato pontificio, nella battaglia di Parma del 1250.

Molti ordini religiosi si stabilirono a Ferentino nel corso di quegli anni, fondando chiese e monasteri: i Benedettini, i Cistercensi, i Francescani, le Clarisse, i Carmelitani, i Celestiniani, i Domenicani, i Cavalieri Gaudenti, i Cavalieri di Malta e, forse, i Templari. Ferentino fu uno dei primi liberi comuni italiani, dotato già a partire dal XII secolo di un suo proprio statuto.

Negli anni successivi Ferentino conobbe i fasti dell’Umanesimo, di cui ebbe illustre protagonista Martino Filetico, l’assedio e la distruzione da parte delle truppe spagnole guidate dal duca d’Alba (1556), le lotte fra Sanfedisti e Giacobini (1798-1802), il passaggio di Garibaldi, e, da ultimo, le vicende della seconda guerra mondiale nel corso della quale fu oggetto di pesanti bombardamenti e fu anche centro di accoglienza per gli sfollati dal fronte di Cassino e per le cui sofferenze la città è stata decorata con Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Nel corso degli anni ’60 e ’70 il suo territorio è stato oggetto di una grande industrializzazione che ha convertito l’economia del luogo precedentemente fondata sull’agricoltura e sull’artigianato; negli ultimi due decenni è stata attuata anche una trasformazione urbanistica che ha visto l’edificazione di nuovi quartieri.

 

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